Istituto “Carlo Lorenzini” (Pescia)

Le nostre mani

Scuola

Istituto “Carlo Lorenzini” (Pescia)

Classe

Gruppo teatrale della scuola

Docenti

Julia Bevilacqua

Video in concorso
nella sezione

Argomenti

Scritta nella prima fase della pandemia, a ridosso dell’improvvisa chiusura delle scuole e del lockdown nazionale, questa breve pièce è un improbabile dialogo di innamorati lontani, intinto di nostalgia per un contatto degenerato in contagio. Ma è anche e soprattutto un elogio alla letteratura come risorsa, e alla fantasia come privilegio irriducibile degli uomini.
Di volta in volta Lui e Lei, infatti, si trasmettono – malgrado la distanza e mentre tutto si fa sempre più buio – l’equivalente di un abbraccio, un messaggio, una carezza, attraverso le parole di testi letterari, tutti legati all’idea dell’amore come cedimento fantastico, anche nei casi in cui è carnale. Una nuova figura, a quel punto, veste i panni del brano citato, incaricandosi di tendere il fragile filo che lega gli amanti nel cuore del disastro.
Nel nostro tempo, i ragazzi di tutte le età sono stati privati della possibilità e del gusto di abbandonarsi. Hanno provato davvero quella “amputazione”, rappresentata nel corto dalle mani che mancano e che poi a un certo punto, con dolcezza, vengono restituite ai personaggi. Il peso del confinamento, in persone tra i 15 e i 20 anni, significa sempre soffocare un amore: sia che questo amore abbia un volto e un nome, oltre le mura domestiche, sia che si tratti di un’idea scorporata che trema al desiderio di incarnarsi.
La pièce nasce non per risarcirli – anche perché non è possibile nessuna redenzione – ma per esprimere una intensa e profonda solidarietà per quel loro amore sottratto, o imprigionato, o anche soltanto limitato nel suo movimento.
I ragazzi che recitano in questo cortometraggio sono stati fin da subito informati che di questo lavoro sarebbero stati i destinatari, prima ancora che gli interpreti. La regia fantasiosa e il montaggio sono capaci di conferire un proprio carattere a ciascuna delle coppie portate sullo schermo, mentre un setting specifico accompagna ciascuno dei brani “rubati” ai capolavori passati. Il risultato è un quadro in movimento, piacevolmente screziato; ed è, per quel che rappresenta, un modo di rendere parzialmente giustizia a tutta la tenerezza dei ragazzi in quest’ultimo anno. Gli attori – i destinatari – ci hanno visibilmente creduto.